La nostra grama esistenza
Inviato: 09/10/2024, 19:12
Oggi stavo riflettendo sulla nostra grama esistenza, condotta tra rancore, rifuti, vuote recriminazioni e un generale malessere che si riversa su ogni altro aspetto della nostra vita. A questo, aggiungiamo l'incombenza di dover pure lavorare troppe ore al giorno (almeno 8) in un lavoro che nel migliore dei casi è soltanto tremendamente noioso, i tempi degli spostamenti, spesso in coda o sui mezzi (almeno un'altra ora al giorno se va bene), poi magari il doversi pure preparare la cena/pranzo per il giorno dopo, per infine crollare distrutto sul divano danvanti alla tv o alla console fino all'ora di andare definitivamente a dormire.
Il tutto, una volta pagato l'affitto, le rate dell'auto, il mutuo, le bollette, le spese per il cibo e l'abbigliamento, per non avere nemmeno abbastanza soldi per aquistare i beni di consumo "top tier" che ogni giorno la pubblicità ci piazza davanti gli occhi e che non potremmo mai avere.
Senza contare i quotidiani messaggi della propaganda che ci vede come "maschi bianchi cresciuti nel privilegio", oltre al danno la beffa.
Praticamente una costante ed inesauribile sorgente di malessere psicologico, senza la società offra mai nessuna reale soluzione; non che spetti alla società offrircela, il suo interesse è solo quello che si perpretri lo status quo ed eventualmente che si rafforzi la posizione delle elites in termini di ricchezza e potere.
Viviamo in una società in cui crediamo di avere tutto e invece non abbiamo nulla.
Poi ho auvto come un flash, non so da dove fosse arrivato di preciso, ma mi si è formata nella mente l'immagine di uno di quei cortili di qualche monastero scialin, pienod i musi gialli in vestaglia che praticavano all'unisono arti marziali. Ed era un'immagine di calmam di serenità, di appagamento. Come è possibile, che degli uomini che vivono in quella estrema semplicità in cui non hanno praticamente nulla, sembra che invece abbiano tutto?
E' chiaro come le nostre azioni, e più in generale la vita che conduciamo, si ripercuotano sul nostro stato mentale e sulla nostra visione del mondo.
Mi sono informato quindi sulle vite che conducono questi monaci, si allenano 5 ore al giorno (tra mattina, pomeriggio, sera), studiano e riflettono per 4 ore, lavorano soltanto 2 ore e mezza. Zero tempo buttato negli spostamenti. Zero beni di conforto extra, nessuna tv ultrahd 70'', nessun cellulare di ultima generazione, nessu abito ad eccezzione di una vasta collezione di tonache. Una vita estremamente semplice, quasi povera, eppure molto più soddisfacente della nostra.
E' chiaro come ci abbiano sempre mentito, ma ora perchè non seguire l'esempio virtuoso di questi uomini santi? Cosa ci trattiene dl seguire una vita più equilibrata? forse più incentrata sulla ricerca del benessere psicofisico che non della vana ricchezza? Senza contare l'innegabile vantaggio del fatto che se qualcuno ti venisse a rompere i coglioni, potresti sempre usare i tuoi diti mignoli per cavargli gli occhi e usarli come decoprazioni per la tua collana buddista?
Il tutto, una volta pagato l'affitto, le rate dell'auto, il mutuo, le bollette, le spese per il cibo e l'abbigliamento, per non avere nemmeno abbastanza soldi per aquistare i beni di consumo "top tier" che ogni giorno la pubblicità ci piazza davanti gli occhi e che non potremmo mai avere.
Senza contare i quotidiani messaggi della propaganda che ci vede come "maschi bianchi cresciuti nel privilegio", oltre al danno la beffa.
Praticamente una costante ed inesauribile sorgente di malessere psicologico, senza la società offra mai nessuna reale soluzione; non che spetti alla società offrircela, il suo interesse è solo quello che si perpretri lo status quo ed eventualmente che si rafforzi la posizione delle elites in termini di ricchezza e potere.
Viviamo in una società in cui crediamo di avere tutto e invece non abbiamo nulla.
Poi ho auvto come un flash, non so da dove fosse arrivato di preciso, ma mi si è formata nella mente l'immagine di uno di quei cortili di qualche monastero scialin, pienod i musi gialli in vestaglia che praticavano all'unisono arti marziali. Ed era un'immagine di calmam di serenità, di appagamento. Come è possibile, che degli uomini che vivono in quella estrema semplicità in cui non hanno praticamente nulla, sembra che invece abbiano tutto?
E' chiaro come le nostre azioni, e più in generale la vita che conduciamo, si ripercuotano sul nostro stato mentale e sulla nostra visione del mondo.
Mi sono informato quindi sulle vite che conducono questi monaci, si allenano 5 ore al giorno (tra mattina, pomeriggio, sera), studiano e riflettono per 4 ore, lavorano soltanto 2 ore e mezza. Zero tempo buttato negli spostamenti. Zero beni di conforto extra, nessuna tv ultrahd 70'', nessun cellulare di ultima generazione, nessu abito ad eccezzione di una vasta collezione di tonache. Una vita estremamente semplice, quasi povera, eppure molto più soddisfacente della nostra.
E' chiaro come ci abbiano sempre mentito, ma ora perchè non seguire l'esempio virtuoso di questi uomini santi? Cosa ci trattiene dl seguire una vita più equilibrata? forse più incentrata sulla ricerca del benessere psicofisico che non della vana ricchezza? Senza contare l'innegabile vantaggio del fatto che se qualcuno ti venisse a rompere i coglioni, potresti sempre usare i tuoi diti mignoli per cavargli gli occhi e usarli come decoprazioni per la tua collana buddista?



